Martedì, 11 Ottobre 2022 19:45

Come prima, più di prima… (note allegre) (2022)

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Lascieranno una traccia duratura i risparmi energetici di questo inverno?

Come prima, più di prima… (note allegre)

(Corriere del Ticino, 11 ottobre 2022, p. 33)

Sul sito dei Verdi riceviamo segnalazioni da parte di chi nota sprechi, malfunzionamenti, abusi. Dallo scoppio della guerra c’è ovviamente una maggiore attenzione agli sprechi energetici. Per esempio in aprile una coppia ci ha ripetutamente segnalato che alcuni esercizi pubblici del centro di Lugano tenevano accesi gli infrarossi in tiepide giornate di sole: «La preghiamo di fare il necessario per subito fare sparire i radiatori esterni! Grazie mille» (come se i Verdi avessero i superpoteri!). In maggio una signora ci ha scritto che nel suo condominio «i proprietari richiedono e approvano per la piscina condominiale esterna e non coperta temperatura dell'acqua a 27 gradi». In piena estate un tifoso ci ha segnalato che le luci di Cornaredo si sono accese già alle 16 e 30 quando c’era luce fino alle 20. Tre casi concreti di sprechi evitabilissimi.

Il momento sembra propizio per un ripensamento generale sui consumi energetici. Da autorità e aziende si moltiplicano gli appelli e fioriscono (ancora timidamente) le iniziative. È probabile che nel corso dell’inverno questi provvedimenti contribuiscano a ridurre sensibilmente gli sprechi, o almeno a mostrare che ciò è possibile. E dopo?

L’esperienza del Covid-19 ci ha mostrato che si reagisce più per necessità che per convinzione. Nel periodo di clausura sembrava che si fosse riscoperto, nonostante il clima di privazione generale, il piacere delle piccole cose, un diverso rapporto con il tempo, una relazione nuova con il territorio circostante. Sembrava l’inizio di una svolta collettiva nel segno di una consapevole sobrietà. Ma è bastata questa estate meno gravata da vincoli sanitari per vedere aeroporti e autostrade di nuovo intasati. La macchina del “tempo libero” corre più di prima e la riflessione su ciò che conta sembra svaporata con le temperature eccessive.

C’è da credere che anche questa nuova condizione di privazione legata alla guerra produca una reazione analoga. Dopo aver scoperto (ma non imparato) che possiamo vivere con venti gradi in casa, con meno luci inutili, con qualche piscina riscaldata in meno eccetera eccetera, finiremo probabilmente per muoverci in direzione contraria appena se ne daranno le condizioni (condizioni illusorie, perché la riduzione degli sprechi resta una necessità imperativa a prescindere dalla guerra e dai temuti black out).

Paradossalmente le due emergenze – pandemica ed energetica – sembrano essere percepite non come fenomeni che aggravano, e per certi versi confermano, la crisi ambientale e sociale già in atto, ma come elementi contingenti che ostacolano una presunta “normalità”, normalità malata alla quale si vorrebbe tornare quanto prima. Dietro le sagge parole spese in questi mesi, si sentono in lontananza – provenienti da un passato così diverso e così simile – le note allegre dell’orchestrina del Titanic…

Danilo Baratti, portavoce dei Verdi di Lugano